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	<title>Venezie Cult</title>
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		<title>Come Funziona un Impianto Fotovoltaico con Accumulo</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2021 10:37:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scopo primario di un impianto fotovoltaico con accumulo verte sulla produzione di energia elettrica. Nel momento in cui quest’ultima non viene consumata del tutto nel contesto domestico, teoricamente dovrebbe essere versata nuovamente sulla rete elettrica per poi essere rivenduta nel corso delle ore di irraggiamento solare. Il problema di fondo, però, è che il consumo dell’energia elettrica avviene in larga parte di notte, quando non c’è l’irraggiamento solare. Ecco perché conviene sfruttare al meglio la corrente prodotta dall’impianto fotovoltaico con accumulo nel corso delle ore diurne. Il ricorso a un accumulatore, deputato all’immagazzinamento della corrente con cui appagare il </p>
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<p>Lo scopo primario di un impianto fotovoltaico con accumulo verte sulla produzione di energia elettrica. Nel momento in cui quest’ultima non viene consumata del tutto nel contesto domestico, teoricamente dovrebbe essere versata nuovamente sulla rete elettrica per poi essere rivenduta nel corso delle ore di irraggiamento solare.</p>



<p>Il problema di fondo, però, è che il consumo dell’energia elettrica avviene in larga parte di notte, quando non c’è l’irraggiamento solare. Ecco perché conviene sfruttare al meglio la corrente prodotta dall’impianto fotovoltaico con accumulo nel corso delle ore diurne. Il ricorso a un accumulatore, deputato all’immagazzinamento della corrente con cui appagare il fabbisogno energetico notturno, si dimostra una scelta conveniente.</p>



<span id="more-112"></span>



<h2 class="wp-block-heading">Le due principali tipologie</h2>



<p>Sostanzialmente, sono due le tipologie principali di impianti fotovoltaici con accumulo:</p>



<p>1. <strong>inverter + accumul</strong>o: un accumulatore al litio viene posizionato nell’inverter, andando a occupare davvero spazi ridotti. Non sono richiesti particolari interventi di installazione;</p>



<p>2. <strong>batteria esterna</strong>: opzione molto in voga nel momento in cui si fa ricorso agli accumulatori al piombo. La suddetta soluzione è più economica della precedente, ma l’impatto a livello di opere di adeguamento non è di certo minimo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il funzionamento dinamico</h2>



<p>Durante la giornata, un impianto fotovoltaico con accumulo funziona dinamicamente, perché nelle ore del mattino il consumo dell’energia prodotta avviene all’interno del contesto domestico, mentre il surplus viene immagazzinato nell’accumulatore. Nel pomeriggio, con il pieno caricamento dell’accumulatore, si registra l’immissione dell’energia in eccesso nella rete elettrica. A quel punto, ha il via il processo di vendita. Durante le ore serali, l’energia accumulata all’interno della batteria viene impiegata per alimentare gli elettrodomestici. A fronte di bisogno di ulteriore energia, l’impianto fotovoltaico si approvvigiona dalla rete elettrica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Installare un impianto fotovoltaico con accumulo conviene sempre: ecco perché!</h2>



<p>Vi sono tutta una serie di incentivi nella bolletta elettrica, a fronte di un’autoproduzione dell’energia mediante un impianto fotovoltaico. Per ottimizzare le spese in bolletta, risparmiando il più possibile, sarebbe opportuno optare per maggiori consumi elettrici nel corso della mattinata, in quanto i pannelli voltaici sono in funzione. Ciò, però, non avviene mai, perché al mattino si è fuori per lavoro. Di notte, non c’è produzione di energia elettrica perché l’impianto fotovoltaico non può sfruttare la luce del sole. Ragion per cui, se non c’è un accumulatore, l’utente è costretto a rifornirsi dalla rete elettrica sia di sera sia di notte. E siccome la corrente costa cara, si finisce per perdere ogni beneficio.</p>



<p>Un <a href="https://www.batteriadomestica.it/impianto-fotovoltaico-con-accumulo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">accumulatore in un impianto fotovoltaico</a> è un’importante occasione di svolta, specie se la maggior parte dei consumi elettrici avviene dalla sera. Il motivo di fondo è che si riesce a massimizzare la produzione dell’impianto fotovoltaico, posizionato sul tetto: i livelli di efficienza sono ancora maggiori se si riesce a sfruttare al meglio di sera e di notte l’energia prodotta dai pannelli solari nelle ore mattutine.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni</h2>



<p>L’autoconsumo si dimostra, di fatto, il principale punto di forza di un impianto fotovoltaico con accumulo, perché viene garantito il miglior ritorno sull’investimento economico nel momento in cui si decide di produrre e di consumare l’energia &#8220;in proprio&#8221;. I vantaggi in bolletta sono interessanti, perché si è poi indipendenti dalla rete elettrica del provider.</p>



<p>La massima resa, un impianto fotovoltaico con accumulo la assicura nelle case isolate, sia in campagna sia in montagna. Essendo scollegato dalla rete elettrica, un impianto fotovoltaico di questa tipologia garantisce indipendenza dal gestore: l’utente risparmia considerevolmente sulla bolletta elettrica, perché non c’è collegamento alla rete (zero costi fissi, assenza di oneri di rete) e l’energia prodotta è a impatto zero.</p>
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		<title>Web Marketing Online: Cos&#8217;è. Strumenti e Strategie di Promozione online efficaci per aziende</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Oct 2021 11:19:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il web marketing è l’insieme di tutti quei processi online, fondamentali per generare traffico sui siti internet e, di conseguenza, per migliorare i numeri fondamentali ai fini del business: fatturato, ricavi, utile netto e vendite online. Lo scopo principale del web marketing, di fatto, consiste nell’attirare visitatori che potenzialmente possono nutrire interesse nei confronti di un’offerta commerciale online di un’impresa. In un’era in cui il cliente è sempre più selettivo e consapevole di ciò che acquista, compito di un’impresa è quello di presentare sul mercato prodotti e servizi quanto più personalizzati possibile. E il ruolo di un&#8217;agenzia di web marketing </p>
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<p>Il web marketing è l’insieme di tutti quei processi online, fondamentali per generare traffico sui siti internet e, di conseguenza, per migliorare i numeri fondamentali ai fini del business: fatturato, ricavi, utile netto e vendite online.</p>



<p>Lo scopo principale del web marketing, di fatto, consiste nell’attirare visitatori che potenzialmente possono nutrire interesse nei confronti di un’offerta commerciale online di un’impresa. In un’era in cui il cliente è sempre più selettivo e consapevole di ciò che acquista, compito di un’impresa è quello di presentare sul mercato prodotti e servizi quanto più personalizzati possibile. E il ruolo di un&#8217;<a href="https://www.seovision.it/web-marketing/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">agenzia di web marketing</a> consiste proprio nel permettere alle aziende di centrare appieno il suddetto obiettivo. Se ciò risulta possibile, però, lo si deve a un oculato lavoro di analisi realizzato in fase iniziale su quelli che sono i desideri effettivi e latenti dei clienti potenziali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa deve fare chi lavora nel campo del web marketing?</h2>



<p>Compito di chi fa web marketing, pertanto, è quello di rendere più accessibili i prodotti e i servizi per i clienti potenzialmente interessati, ma anche quello di fare in modo che quest’ultimo porti a termine l’acquisto sul portale di e-commerce, diventando cliente effettivo. Ma non è tutto, visto che chi lavora nell’ambito del web marketing deve anche fare in modo che i clienti effettivi acquistino quanto più è possibile presso quel determinato store online o presso quello specifico portale di e-commerce. Non solo contribuire ad aumentare il parco clienti di una data realtà imprenditoriale con un’offerta commerciale personalizzata, ma anche fare in modo che i clienti stabili vengano fidelizzati.</p>



<span id="more-107"></span>



<p>Oltre agli obiettivi prettamente economici, connessi di fatto alle vendite online, il web marketing si focalizza anche su tutta una serie di azioni rilevati per il business, seppur non portino denaro nell’immediato: l’iscrizione del cliente potenziale alla newsletter, la sua registrazione sulle pagine social, la compilazione di un form online con la richiesta di un preventivo sono mosse che vanno lette in questo senso. Rimanendo aggiornato sulle novità proposte dall’impresa di turno, il diretto interessato potrà tornare sul suo portale online anche in un secondo momento e procedere all’acquisto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Strumenti e strategie di promozione online efficaci per le aziende</h2>



<p>Sono davvero innumerevoli le strategie di web marketing che possono essere implementate con l’intento di fondo di favorire il raggiungimento degli obiettivi prefissati.</p>



<p>Nello specifico:</p>



<p>1. SEO</p>



<p>Una strategia SEO (Search Engine Optimization) mira a permettere al portale di e-commerce o al sito internet di un’impresa di scalare posizioni sui motori di ricerca, garantendone massima visibilità nel mare magnum del web. Il sogno di tutti gli imprenditori e dei professionisti del web marketing è il raggiungimento della prima pagina di Google, tenendo conto delle parole chiave maggiormente strategiche per il core business aziendale, come i servizi offerti da <a href="https://www.seovision.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.seovision.it</a>. Ciò, talvolta, risulta possibile se il sito internet è altamente user-friendly, con contenuti originali, unici, creativi, di qualità o con schede prodotto descritte a regola d’arte.</p>



<p>2. SEM</p>



<p>La strategia SEM (Search Engine Marketing) ruota tutta attorno al ricorso di campagne promozionali, basate sulla pubblicità online, nota anche come e-advertising. Investendo un determinato budget in pubblicità online (banner, ads, pop-up, video), il numero di contatti al sito internet tende ad aumentare così come il volume d’affari dell’impresa. In genere, si punta su strategie SEM in particolari momenti, come ad esempio a ridosso del periodo natalizio oppure nei saldi, ma anche nel momento in cui ci si deve liberare delle scorte a magazzino e si applicano sconti e promozioni.</p>



<p>Se il lavoro di SEO e di posizionamento organico è di lungo periodo, quello di SEM punta a ottenere risultati a breve termine. Entrambe le strategie possono essere implementate in contemporanea e consentono di centrare traguardi importanti.</p>



<p>3. SMM (Social Media Marketing)</p>



<p>L’intento di fondo delle strategie di SSM mira a favorire l’interazione tra le imprese e i clienti, oltre che a generare nuovi contatti. Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest, LinkedIn, TikTok e i portali di video sharing come Youtube sono oggi imprescindibili in fase di web marketing e di comunicazione. I post e i filmati possono diventare virali e permettono alle aziende di crescere e di ottenere più visibilità.</p>



<p>4. DEM (Direct Email Marketing)</p>



<p>L’intento delle campagne DEM è quello di rivolgersi agli utenti già profilati, in modo da raggiungere le nicchie di mercato e il target di riferimento. Occorre puntare su un’idea grafica originale, su testi scritti ad effetto, tenendo sempre in relazione a chi si comunica.</p>



<p>5. Content Management</p>



<p>I contenuti sono di vitale importanza nel momento in cui si pubblicano news sul sito internet dell’azienda, dove magari si annunciano nuovi prodotti/servizi o si organizzano eventi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni</h2>



<p>Strumenti e strategie di promozione online di queesto tipo si dimostrano altamente efficaci per aziende che puntano sul web marketing. A trarne giovamento è l&#8217;intero business</p>
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		<title>Climatizzatori portatile: quale modelli acquistare nel 2020</title>
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		<dc:creator><![CDATA[introw]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2020 18:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Open Factory]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Andiamo incontro al caldo afoso dell’estate e il dilemma è sempre lo stesso: condizionatori fissi o condizionatori portatili? Approfondiamo in questo articolo i vantaggi dei condizionatori portatili. CONDIZIONATORI PORTATILI O FISSI? Fino a una decina di anni fa la domanda non era neanche da porre, in quanto la risposta era scontata: si preferiva installare condizionatori tradizionali a muro in quanto più efficienti, contro i condizionatori portatili ritenuti a volte molto rumorosi e ingombranti. I nuovi modelli ormai disponibili in commercio, sfatano questa idea malsana sui condizionatori portatili come l&#8217;Artic Air Cube https://www.air-cube.it in grado di: Raffreddare stanze di ampia metratura; Essere installati </p>
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<p>Andiamo incontro al caldo afoso dell’estate e il dilemma è sempre lo stesso: condizionatori fissi o <strong>condizionatori portatili?</strong> Approfondiamo in questo articolo i vantaggi dei condizionatori portatili.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>CONDIZIONATORI PORTATILI O FISSI?</strong></h2>



<p>Fino a una decina di anni fa la domanda non era neanche da porre, in quanto la risposta era scontata: si preferiva installare condizionatori tradizionali a muro in quanto più efficienti, contro i condizionatori portatili ritenuti a volte molto rumorosi e ingombranti.</p>



<p>I nuovi modelli ormai disponibili in commercio, sfatano questa idea malsana sui <strong>condizionatori portatili</strong> come l&#8217;Artic Air Cube <a href="https://www.air-cube.it/">https://www.air-cube.it</a> in grado di:</p>



<ul><li>Raffreddare stanze di ampia metratura;</li><li>Essere installati facilmente;</li><li>Essere spostati con facilità.</li></ul>



<p>E molti sono i vantaggi riconosciuti ai&nbsp;<strong>condizionatori portatili</strong>:</p>



<ul><li>Puoi spostarlo da una stanza all’altra con facilità;</li><li>Non devi sottoporre la stanza a interventi edili per l’installazione;</li><li>Puoi utilizzarlo anche nei periodi freddi utilizzando la funzione deumidificatore;</li><li>Puoi collocarlo in qualsiasi ambiente.</li></ul>



<span id="more-96"></span>



<p>Diversi i modelli disponibili in commercio, tra i quali i più ricercati sul web risultano essere:</p>



<ul><li><strong>Condizionatori portatili senza tubo esterno;</strong></li><li><strong>Condizionatori portatili silenziosi.</strong></li></ul>



<p><strong>CONDIZIONATORI PORTATILI SENZA TUBO ESTERNO</strong></p>



<p>Se hai poco spazio in casa o non hai un balcone dove poter collocare il motore di un condizionatore fisso, i&nbsp;<strong>condizionatori portatili senza tubo</strong>&nbsp;sono la tua soluzione; molto richiesti in quanto non necessitano di interventi edili e non dovrai fare un buco alla finestra per il passaggio del tubo eterno quindi facilmente spostabili da una stanza all’altra.</p>



<p>Molti i modelli disponibili sul web e sui più grandi e-commerce tra cui Amazon, elenchiamo le proprietà e le caratteristiche di uno dei modelli più venduti:</p>



<p><strong>ARGO RELAX STYLE</strong></p>



<p>Climatizzatore portatile potente, dotato di tre velocità di ventilazione in tre funzioni: umidificatore, ventilazione e raffreddamento. Varie funzioni e proprietà:</p>



<ul><li>Design moderno dalle linee morbide, lo rende adattabile a qualsiasi ambiente;</li><li>Alette fuori uscita aria orientabili e oscillanti;</li><li>Display a LED e telecomando multifunzione;</li><li>Timer digitale programmabile;</li><li>Filtro dell’aria rimovibile.</li></ul>



<p>Le ruote &#8220;multi direzionali&#8221; e la &#8220;pratica maniglia&#8221; in dotazione, rendono questo climatizzatore portatile facilmente trasferibile da una stanza all’altra.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>CONDIZIONATORI PORTATILI SILENZIOSI</strong></h2>



<p>Se invece il tuo problema è il sonno leggero, devi assolutamente provare questi condizionatori portatili dalla rumorosità impercettibile, avrai la possibilità di tenerlo acceso anche nelle ore notturne.</p>



<p>Tra i vari modelli disponibili sui più conosciuti e-commerce online, tra cui Amazon, spicca &#8220;De’ Longhi Pac EX120 Silent&#8221;, la sua funzione Silent e la doppia velocità di condensazione e ventilazione, rende questo climatizzatore uno dei più silenziosi, potrai rinfrescare la tua stanza anche di notte.</p>



<p><strong>Condizionatore portatile multifunzione</strong>, dalle dimensioni compatte e design curato, in grado di garantire un basso consumo senza dover rinunciare all’efficienza.</p>



<p>Dotato di Led touch, timer programmabile h24 e telecomando digitale.</p>



<p>Molti altri modelli, differenziati per qualità e caratteristiche, disponibili sui siti web delle migliori marche.</p>
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		<title>Cosa considerare per l’acquisto di un banco frigo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[introw]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Aug 2018 10:39:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quando si è alla ricerca di un banco frigo, sono molte le scelte da compiere per avere un modello perfetto per la propria cucina. Vediamo alcune delle più importanti. Acquistare un banco frigorifero per la cucina non è un’operazione semplice, poiché deve essere ponderata nel migliore dei modi. Una scelta sbagliata, può portare una serie di problemi sia nella fase di preparazione che nella fase del servizio vero e proprio. 1. Dimensioni del banco frigorifero La prima cosa da verificare con attenzione, è l’esatto spazio che si ha a disposizione per l’installazione del banco frigo gastronomia. Acquistare un modello troppo </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Quando si è alla ricerca di un banco frigo, sono molte le scelte da compiere per avere un modello perfetto per la propria cucina. Vediamo alcune delle più importanti.</p>
<p></em></strong></p>
<p>Acquistare un <strong>banco frigorifero per la cucina</strong> non è un’operazione semplice, poiché deve essere ponderata nel migliore dei modi. Una scelta sbagliata, può portare una serie di problemi sia nella fase di preparazione che nella fase del servizio vero e proprio.</p>
<p><strong>1. Dimensioni del banco frigorifero</strong></p>
<p>La prima cosa da verificare con attenzione, è l’esatto spazio che si ha a disposizione per l’installazione del <a href="https://www.gastrodomus.it/530-tavoli-refrigerati"><strong>banco frigo gastronomia</strong></a>. Acquistare un modello troppo grande, potrebbe creare dei problemi di movimento alle persone che si trovano all’interno della cucina. Al contrario, acquistare un modello troppo piccolo, potrebbe risultare una soluzione insufficiente ai reali bisogni dell’ambiente di lavoro.</p>
<p>Prima di confermare l’ordine di acquisto, è bene prendere un metro e verificare con attenzione se la misura è corretta e il frigorifero può essere inserito nella zona desiderata senza problemi. È bene assicurarsi, di lasciare sempre qualche centimetro di spazio sul retro e sui lati, così da permettere un ricircolo dell’aria attorno al frigorifero.</p>
<p><span id="more-90"></span><br />
<strong>2. Porte scorrevoli o vetrata fissa</strong></p>
<p>La scelta della tipologia di porta, deve essere fatta in base all’attività che si svolge. Se il frigorifero è presente in un negozio dove il cliente ha la possibilità do prendere da solo il cibo al suo interno, allora può essere opportuno acquistare un modello con porte scorrevoli.</p>
<p>Nel caso il cibo sia fornito al cliente da un addetto alla vendita, non è necessaria la presenza di nessuna porta scorrevole verso il cliente. Ogni azione di somministrazione può essere eseguita da uno degli addetti alla vendita, che quindi può accedere al banco frigorifero senza problemi.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-91 aligncenter" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==" data-layzr="http://www.veneziecult.it/wp-content/uploads/2018/08/04-veneziecult.it_.jpg" alt="" width="728" height="400" /></p>
<p>I frigoriferi con porte scorrevoli, spesso tendono ad avere più confusione al loro interno. I clienti, quando prendono il cibo contenuto al loro interno, in molti casi spostano le confezioni senza metterle in ordine. Se si vuole avere una esposizione più ordinata, è bene non dare accesso ai clienti alla zona refrigerata.</p>
<p><strong>3. Frigorifero con ruote o piedini fissi</strong></p>
<p>Quando si acquista un frigorifero, è bene valutare se si dovrà spostare durante il suo utilizzo o se manterrà sempre la posizione predestinata. I frigoriferi con le ruote, permettono di spostare l’unità refrigerante senza grossi problemi.</p>
<p>Inoltre, la presenza di ruote sotto al frigorifero permettono agli addetti alla pulizia di spostare con più semplicità l’unità refrigerante. Per contro parte, un frigorifero senza ruote deve essere spostato di peso, se si vuole pulire la zona al di sotto del frigorifero.</p>
<p>Valutando con attenzione queste 3 opzioni, si potrà riuscire ad acquistare un banco frigorifero per gastronomia ideale per le proprie necessità. La sua aggiunta in azienda, permette di migliorare il servizio e la somministrazione degli alimenti in esso contenuti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.veneziecult.it/cosa-considerare-per-lacquisto-di-un-banco-frigo/">Cosa considerare per l’acquisto di un banco frigo?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.veneziecult.it">Venezie Cult</a>.</p>
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		<title>Berto&#8217;s, il lean thinking che aiuta a competere</title>
		<link>https://www.veneziecult.it/veneziepost-20-ottobre-2015/</link>
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		<pubDate>Sat, 30 Jun 2018 13:02:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Open Factory]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>iaggio all’interno delle aziende che il 29 novembre apriranno le loro porte in occasione di Open Factory, la più importante manifestazione di turismo culturale manifatturiero. Per scoprire la forza delle nostre imprese e i segreti della capacità di competere su scala globale La loro è partita come una tipica storia del Nordest di dipendenti trasformatisi in imprenditori, ma la visione internazionale li ha portati a fare presto il salto di qualità e ad affermarsi a livello europeo. Si parla di Berto’s, realtà di Tribano che dal 1973 produce e commercia sistemi professionali di cottura, forte attualmente di un fatturato di </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.veneziecult.it/veneziepost-20-ottobre-2015/">Berto&#8217;s, il lean thinking che aiuta a competere</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.veneziecult.it">Venezie Cult</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>iaggio all’interno delle aziende che il 29 novembre apriranno le loro porte in occasione di Open Factory, la più importante manifestazione di turismo culturale manifatturiero. Per scoprire la forza delle nostre imprese e i segreti della capacità di competere su scala globale</p>
<p>La loro è partita come una tipica storia del Nordest di dipendenti trasformatisi in imprenditori, ma la visione internazionale li ha portati a fare presto il salto di qualità e ad affermarsi a livello europeo. Si parla di Berto’s, realtà di Tribano che dal 1973 produce e commercia sistemi professionali di cottura, forte attualmente di un fatturato di 21,7 milioni di euro e 120 dipendenti. «Mio padre Giorgio, che prima ricopriva mansioni commerciali in una ditta analoga, decise di mettersi in proprio facendo leva sulle esperienze maturate nel settore – spiega Enrico Berto, attuale titolare e socio di maggioranza assieme al padre – abbiamo puntato subito al commercio estero, cercando l’innovazione e la qualità». E i risultati sono arrivati: l’azienda è cresciuta di anno in anno, cambiando ragione sociale nel 1983 ed espandendosi nei mercati stranieri.</p>
<p><span id="more-86"></span></p>
<p>Tanto che già dal decennio scorso l’estero copriva l’80 per cento del fatturato complessivo. «La conoscenza delle lingue è stata fin dagli inizi uno dei requisiti più richiesti – continua Enrico -. Con il tempo si è dato sempre più impulso a ricerca e sviluppo, tanto da creare un reparto dedicato nel nostro stabilimento principale. Da quando poi sono entrato in azienda nel 2001, prima come impiegato, poi come dirigente e infine come presidente quattro anni fa, si è puntato a una produzione stile Toyota con l’ottimizzazione dei processi produttivi, senza dimenticare l’importanza data alla capitalizzazione: tutto quella che veniva guadagnato veniva immediatamente reinvestito nella produzione, in modo da non risentire delle strette del credito come avvenuto nell’ultima crisi».</p>
<p>Se a fare la differenza sono stati e sono ancora soprattutto l’organizzazione dei processi di produzione (lean production) e la qualità del prodotto, è bene capire in cosa consistano precisamente. Enrico li spiega così: «Noi cerchiamo di produrre solo lo stretto necessario senza fare troppo magazzino. Alla base ci sono i concetti della Lean Production e della Lean Thinking, metodologie volte a individuare tutte le forme di spreco e a eliminarle gradualmente ma sistematicamente. Si tratta, del resto, di una forma di sostenibilità a tutto tondo, che porta benefici alla qualità e all’ambiente». Attualmente attestano questo metodo gestionale 18 linee di produzione semiautomatica e l’immissione sul mercato di 25mila pezzi di media all’anno. Poi c’è il reparto di ricerca, un laboratorio specifico che si avvale di tecnici e ingegneri e che all’occorrenza ricorre a studi e a componentistica esterni. Da qui parte l’innovazione, da cui nasce quindi la qualità, che cerchiamo di farci riconoscere attraverso le certificazioni. Far certificare quello che si produce è molto importante quando si esporta all’estero: anche se in molti paesi non è obbligatorio, resta una corsia preferenziale per farsi scegliere e apprezzare. E comunque non si può scherzare nel nostro settore: se vendo piastre o friggitrici per mense e refettori, che restano in funzione per molte ore consecutivi, devi fare qualcosa di altamente affidabile».</p>
<p>Per affrontare le sfide future bisogna partire proprio dalla qualità. «Bisognerà implementare nuove tecnologie, la domanda si sta spostando verso macchinari e oggetti sempre più efficienti ma pratici da usare e duraturi. Occorre, in altre parole, puntare su qualcosa di sempre più intelligente. O più “smart”, se si preferisce l’inglesismo di moda. Per questo amplieremo ulteriormente la parte dedicata all’innovazione, dedicandovi sempre più spazio e risorse al nostro interno a favore. Ovviamente dovrà crescere contestualmente l’interazione tra i vari reparti (su cui già abbiamo puntato da tempo), dovranno stare sempre di più a contatto stretto l’uno con l’altro e sapersi parlare». Del resto, quest’ultimo obiettivo figura tra i primi presupposti della Lean production. La competizione e la ristrettezza del ramo in cui operano lo impone. «In tutto in Europa movimenta un centinaio di milioni. Anche se siamo tra i primi cinque player, non vogliamo adagiarci sugli allori».</p>
<p>In occasione di Open Factory, domenica 29 novembre Berto’s propone itinerari di visite guidate all’interno dell’azienda e un incontro con Ludovica Leone, docente Università Bocconi e autore di “Improvvisazione e creatività. Nuove competenze di management dai grandi cuochi” (Egea). Il programma completo di Open Factory sarà disponibile nelle prossime settimane sul sito www.veneziecult.it</p>
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		<title>TV – Gaiarine &#124; Pianca Pianca</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jun 2018 12:58:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Open Factory]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pianca è una realtà industriale affermata nel settore dei sistemi e complementi d’arredo per la casa, per le zone giorno e notte. L’azienda fu fondata nell’immediato Dopoguerra da Enrico Pianca a Gaiarine, nella provincia di Treviso, proprio nel cuore di quello che sarebbe diventato il Distretto del Mobile. Progressivamente, dagli anni ’50 agli anni ’70, Enrico Pianca trasforma la propria attività da artigianale a industriale: dalla produzione di sole camere da letto giunge alla produzione di sistemi completi d’arredamento per la casa nelle soluzioni giorno e notte. Pertanto l’azienda, che nel 1965 conta già 160 addetti, dall’interesse territoriale giunge a </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Pianca è una realtà industriale affermata nel settore dei sistemi e complementi d’arredo per la casa, per le zone giorno e notte. L’azienda fu fondata nell’immediato Dopoguerra da Enrico Pianca a Gaiarine, nella provincia di Treviso, proprio nel cuore di quello che sarebbe diventato il Distretto del Mobile. Progressivamente, dagli anni ’50 agli anni ’70, Enrico Pianca trasforma la propria attività da artigianale a industriale: dalla produzione di sole camere da letto giunge alla produzione di sistemi completi d’arredamento per la casa nelle soluzioni giorno e notte. Pertanto l’azienda, che nel 1965 conta già 160 addetti, dall’interesse territoriale giunge a uno sviluppo di respiro internazionale.</p>
<p>Dalla fine degli anni Ottanta, il figlio Aldo Pianca accelera il processo di industrializzazione, introducendo un modello di produzione flessibile e di servizio personalizzato. A tale fine raccoglie uno staff di manager e professionisti capaci di valorizzare i punti di forza dell’azienda. Un rapporto consolidato di fiducia con un team di architetti di fama internazionale e la collaborazione con scuole e giovani designer consentono all’azienda Pianca una costante sperimentazione di forme, materiali e finiture, supportata da una continua innovazione delle tecnologie.</p>
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		<title>Il Ricamificio</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jun 2018 12:57:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Open Factory]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Ricamificio è un piccolo laboratorio nel centro di un grazioso paesino accoccolato tra le Dolomiti Friulane, pieno di stoffe, nastrini, bottoni e fili colorati, ma all’occorrenza anche di attrezzi da falegnameria e attrezzatura di montagna. Qui caldi e soffici tessuti di mille colori si trasformano in nuovi oggetti intrisi di emozioni che potrete trovare nello spaccio aziendale annesso.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Ricamificio è un piccolo laboratorio nel centro di un grazioso paesino accoccolato tra le Dolomiti Friulane, pieno di stoffe, nastrini, bottoni e fili colorati,</p>
<p>ma all’occorrenza anche di attrezzi da falegnameria e attrezzatura di montagna. Qui caldi e soffici tessuti di mille colori si trasformano in nuovi oggetti intrisi di emozioni che potrete trovare nello spaccio aziendale annesso.</p>
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		<title>Orion, le valvole tecnologiche per l’industria petrolifera</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Feb 2018 17:57:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Open Factory]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Trieste la storica azienda di valvole per il settore petrolifero rilanciata dalla famiglia brianzola Farina. Strategico il rafforzamento del reparto tecnico e del Flexible Manufactoring System. Il 95% del fatturato all’estero. La personalizzazione del prodotto come fattore strategico per competere sui mercati globali DI ROBERTO TURETTA Per molti operatori dell’industria petrolifera e petrolchimica la triestina Orion vuol dire valvole affidabili e moderne. Di proprietà della famiglia Farina dal 1996, la sua storia inizia negli anni ’50, nel difficile periodo della ricostruzione post bellica. Si parte dall’officina di manutenzione dei fratelli Dal Pozzo, che comincia a produrre valvole per la </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.veneziecult.it/orion-le-valvole-tecnologiche-per-lindustria-petrolifera/">Orion, le valvole tecnologiche per l’industria petrolifera</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.veneziecult.it">Venezie Cult</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>A Trieste la storica azienda di valvole per il settore petrolifero rilanciata dalla famiglia brianzola Farina. Strategico il rafforzamento del reparto tecnico e del Flexible Manufactoring System. Il 95% del fatturato all’estero. La personalizzazione del prodotto come fattore strategico per competere sui mercati globali</em><span id="more-1158"></span></p>
<div class="autore_2"><strong>DI ROBERTO TURETTA</strong></div>
<p>Per molti operatori dell’industria petrolifera e petrolchimica la triestina Orion vuol dire valvole affidabili e moderne. Di proprietà della famiglia Farina dal 1996, la sua storia inizia negli anni ’50, nel difficile periodo della ricostruzione post bellica. Si parte dall’officina di manutenzione dei fratelli Dal Pozzo, che comincia a produrre valvole per la Raffineria Aquila e prende come modello la tecnologia americana. Nel 1958 la nuova realtà copre già l’intero ciclo delle valvole. A partire dagli anni Sessanta si registra un exploit, perché nel capitale aziendale entra Crane, gruppo americano tra i leader del settore che sfrutta il ciclo integrato: Orion cresce e dà lavoro a 400 persone. La crescita deve però fare i conti con la crisi petrolifera degli anni Settanta, la quale mette in ginocchio i mercati. E così Crane non vede più possibilità di business e abbandona il gruppo triestino, che deve far fronte a una pesante ristrutturazione e i dipendenti si riducono a una ventina. Nel 1985 viene acquisita dalla famiglia industriale udinese dei Bruseschi, ma la scomparsa del proprietario in quello stesso anno la fa precipitare nell’oblio. Occorre perciò l’intervento degli americani della Boney Forge (manifatture di metallo) per salvarla, i quali tentano di ricostituire un ciclo integrato di produzione fino alla valvola completa. Finché 19 anni fa viene acquisita dai Farina, industriali brianzoli con stabilimenti in tutta Italia e nel mondo che la rilanciano. Adesso Orion conta 150 dipendenti (all’interno di un gruppo di 600 complessivi) e fattura tra i 50 e i 60 milioni di euro l’anno.</p>
<p><span id="more-63"></span></p>
<p><b>«Abbiamo puntato fin da subito sulla tecnologia</b> e sulla qualità e le certificazioni internazionali ce ne danno atto, così come i rapporti di fiducia con le maggiori compagnie petrolifere (Bp, Exxon, etc) – esordisce l’attuale Ceo di Orion, Luca Davide Farina -. Ora più che mai la ricerca di alti standard qualitativi è la principale strada da percorrere, visto che nel settore ci sono imprese straniere che riescono ad abbassare i costi di produzione. Ecco perché una delle prime novità da noi introdotte è stata di incrementare gli addetti al reparto tecnico, da due ad almeno venti. Un’altra è di applicare il Flexible Manufactoring System, sistemi di automazione che intervengono nella produzione e ne aumentano l’efficienza». I Farina comunque conoscevano già bene questo settore, per le attività che portano avanti da sempre con le altre fabbriche del gruppo. Poi c’è da sempre l’internazionalizzazione, che porta a fatturare oltre il 95 per cento della produzione all’estero. «La conoscenza delle lingue è fondamentale per tutti, anche per la manodopera visto che si devono interfacciare spesso con ispettori stranieri. Tra l’altro non abbiamo neppure il sito in italiano, non ci serve». Ma la conoscenza è strettamente collegata alla formazione. «Anche su questa puntiamo moltissimo, la facciamo fare a tutti i lavoratori e in forma continuata. Non soltanto perché la ditta deve affrontare sfide sempre nuove, ma perché qui i dipendenti passano una cospicua parte della propria vita e le giornate non devono ridursi alla semplice attesa del fine settimana».</p>
<p><b>I mercati esteri restano un riferimento imprescindibile</b> anche nei prossimi anni. «Stiamo investendo in Russia» aggiunge Farina, al momento dell’intervista dalle parti di Dubai. Anche se forse la principale sfida per il futuro riguarda specificamente i prodotti. «Vogliamo arrivare alla sua massima “personalizzazione”. I clienti hanno esigenze diverse e diverse dovranno essere le valvole a loro destinate per forma e dimensioni, per tipologia di funzioni. Sempre ovviamente con la garanzia della massima affidabilità del prodotto che diamo, visto che il suo corretto funzionamento è indispensabile per la salute di chi ci lavora sopra e per l’ambiente. Non verrà mai a mancare inoltre la collaborazione con l’Università e con i centri di ricerca, ne abbiamo bisogno per implementare nuove tecnologie». Per Open Factory apriranno le porte dello stabilimento, organizzando visite guidate in cui verrà spiegato il business e la storia dell’azienda.</p>
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		<title>Marisa e l’arte di “impirar”: le perline diventano gioiello</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Feb 2018 17:56:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un mestiere scomparso torna a vivere con Venetian Dreams grazie a Marisa Convento. Costruire collane, coralli e gioielli con le perline di autentico vetro di Murano infilandole in lunghi aghi risalenti al 1800. Una clientela internazionale che ama la qualità, la ricerca dei materiali e la personalizzazione Quando un mestiere recupera una tradizione culturale. Si fa riferimento a Marisa Convento, che con la sua bottega Venetian Dreams di Calle della Mandola a Venezia ha tolto dalla polvere il lavoro di “impiraressa”. Quest’ultima era un’attività quasi esclusivamente femminile, fiorita tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo, che </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.veneziecult.it/marisa-e-larte-di-impirar-le-perline-diventano-gioiello/">Marisa e l’arte di “impirar”: le perline diventano gioiello</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.veneziecult.it">Venezie Cult</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un mestiere scomparso torna a vivere con Venetian Dreams grazie a Marisa Convento. Costruire collane, coralli e gioielli con le perline di autentico vetro di Murano infilandole in lunghi aghi risalenti al 1800. Una clientela internazionale che ama la qualità, la ricerca dei materiali e la personalizzazione</em><span id="more-1178"></span></p>
<p>Quando un mestiere recupera una tradizione culturale. Si fa riferimento a Marisa Convento, che con la sua bottega Venetian Dreams di Calle della Mandola a Venezia ha tolto dalla polvere il lavoro di “impiraressa”. Quest’ultima era un’attività quasi esclusivamente femminile, fiorita tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo, che consisteva nel costruire collane e altri gioielli con piccole e piccolissime perline di vetro di Murano. Queste perline, chiamate tecnicamente conterie, venivano quindi infilate l’una dietro all’altra per realizzare oggetti di vario tipo; da qui le definizione di impiraresse a chi lo eseguiva, dal dialetto “impirar” inteso come infilare (a propria volta derivata da “Piron”, veneto per forchetta). La sua diffusione è dovuta all’espansione coloniale di fine ‘800, per richiesta sul mercato di manufatti ottenuti con queste perline. Poi però, verso gli anni ’60, il numero di impiraresse comincia a scemare, complice la scarsa appetibilità di un’attività poco remunerativa e per nulla creativa. Almeno finché Convento ha deciso di dedicarsi a essa. «Venivo da un settore completamente diverso perché, dopo il diploma all’istituto tecnico per il turismo, lavoravo in un’agenzia di viaggi – spiega la neoimpiraressa – poi da sposata mi sono trasferita nella parte storica dalla natia Marghera. Qui ho cambiato impiego, facendomi assumere alla Luigi Bevilacqua. L’ambiente veneziano e la produzione di alta gamma mi ha portato a un’ulteriore scelta: lanciarmi nell’artigianato e trasformare in professione quella che era una passione». E dalla fine del 2006 è iniziata la nuova avventura.</p>
<p><span id="more-61"></span></p>
<p><b>La titolare di Venetian Dreams sottolinea </b>il fatto che le conterie ha imparato a infilarle da autodidatta. «Non mi sono servite scuole particolari – afferma –. Giudico molto più importante l’esperienza passata da Bevilacqua, che mi ha fatto capire cosa vuol dire far prodotti di qualità e quanta attenzione ci dev’essere alle spalle». Qualità che nel suo caso si concretizza nella ricerca delle conterie migliori, prodotte rigorosamente a Murano con la tecnica a canna tirata. Poi ci sono state e ci sono tuttora una sperimentazione e un perfezionamento continui. E così – mediante l’uso di lunghi aghi del 1800 o con il metallo – sono nati coralli, ricami, gioielli e fiori costituiti da perline, che partono tutti su commissione, in tempi diversi a seconda della richiesta. Del resto i clienti non mancano e Convento se li è acquisiti in parte grazie alla posizione del suo negozio. «Si trova nella zona di San Marco, a pochi passi dalla Fenice, è facile accorgersene». Il resto l’hanno fatto i social network, perché lei usa di frequente i vari Facebook, Instagram e Tripadvisor per tenersi in contatto con la clientela. «La maggior parte di chi si interessa ai miei prodotti è straniero, soprattutto dalla Francia, ma tanti vengono pure da Stati Uniti, Australia e Canada». Senza dimenticare un fattore curioso ma non di poco conto. «Attualmente non ho concorrenza, in virtù dell’estrema particolarità della mia attività».</p>
<p><b>Nel prossimo futuro Marisa Convento porterà avanti </b>quanto fin qui fatto, magari intensificando l’organizzazione di workshop e di dimostrazioni, che gestiti da lei diventano anche un’occasione per approfondire la storia veneziana. E punterà sempre più al “customizzato”, alla personalizzazione del prodotto. «Il cliente vuole sempre oggetti su misura. I pezzi che escono dal mio laboratorio possono essere molto diversi l’uno dall’altro se non unici, e possono quindi presentare tempi differenti di realizzazione: se posso fare fino a una trentina di gioielli in un mese, per qualcuno di essi può occorrere una settimana intera per portarlo a termine. Per sviluppare nuove idee, sarà inoltre importante collaborare con qualche designer indipendente e infine applicare nuove tecnologie nella lavorazione». Per Open Factory terrà dei workshop all’interno della sua bottega, per chi volesse approfondire il mestiere delle “impiraresse” e per chi volesse conoscerne tutti gli aneddoti.</p>
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		<item>
		<title>Paoul: rigore e passione per le calzature da ballo di qualità</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Feb 2018 17:55:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un segmento di mercato della calzatura dove la qualità fa la differenza. È quello delle scarpe da ballo dove l’azienda padovana primeggia nel mondo. E le collezioni si allargano ora anche a modelli esclusivi per cerimonie e galà Chi ama la danza è probabile che conosca Paoul, azienda padovana di calzature da ballo di qualità. Si tratta di una realtà frutto dell’inventiva e della passione di Paolo Pizzocaro il quale, dopo essersi formato in una scuola di modelleria e lavorato per un po’ di tempo come terzista, decide nel 1967 di mettersi in proprio. Il suo desiderio di progettare autonomamente </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.veneziecult.it/paoul-rigore-e-passione-per-le-calzature-da-ballo-di-qualita/">Paoul: rigore e passione per le calzature da ballo di qualità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.veneziecult.it">Venezie Cult</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un segmento di mercato della calzatura dove la qualità fa la differenza. È quello delle scarpe da ballo dove l’azienda padovana primeggia nel mondo. E le collezioni si allargano ora anche a modelli esclusivi per cerimonie e galà</em><span id="more-1186"></span></p>
<p>Chi ama la danza è probabile che conosca Paoul, azienda padovana di calzature da ballo di qualità. Si tratta di una realtà frutto dell’inventiva e della passione di Paolo Pizzocaro il quale, dopo essersi formato in una scuola di modelleria e lavorato per un po’ di tempo come terzista, decide nel 1967 di mettersi in proprio. Il suo desiderio di progettare autonomamente le scarpe è incoraggiato dalla vicinanza alla Riviera del Brenta, principale distretto italiano delle calzature, e dalla voglia di incidere nel settore con qualcosa di personale. Il nome scelto per il marchio è Paoul, racconta la figlia Katia ora consigliera delegata, per una banale sostituzione di una lettera su un timbro. All’epoca, tuttavia, il mercato italiano presenta una scarsa offerta di scarpe da ballo e nel 1970 si lancia in questo ramo, affiancandolo alle commercializzazione delle altre calzature. Nel 1988 un incendio non doloso danneggia lo stabilimento e distrugge molti degli articoli presenti; Paoul perde clienti e decide d’ora in poi di dedicarsi solo alla linea per la danza. Il fuoco comunque non blocca la crescita della ditta, che diventa un importante player internazionale. Pizzocaro la dirige fino alla scomparsa avvenuta due anni fa. Da allora le figlie e la moglie ne portano avanti lo spirito e la mission originari, in una realtà che conta 27 dipendenti e fattura circa 2 milioni di euro all’anno. Nell’ottica di azienda come centro culturale, curano inoltre una collezione interna di tutta l’oggettistica e dei macchinari da lavoro.</p>
<p><span id="more-58"></span></p>
<p><b>Quando ci si fregia della dicitura Made in Italy,</b> bisogna sempre tenere a mente che per la clientela significa esperienza e serietà. Così la pensa Katia Pizzocaro, che oltre a essere componente del cda coordina il marketing interno «Occorre rigore in tutto. Nel prodotto, nel servizio, nell’organizzazione. E perché ci sia rigore ci dev’essere passione alle spalle. Noi infatti non lavoriamo in base all’orario ma sul progetto, chi è assunto qui dev’esserne consapevole. A questo proposito operiamo un’attenta selezione a monte, non solo per il personale ma anche per i fornitori e i rivenditori i quali vengono customizzati». E assieme alla selezione va di pari passo la formazione, sia di chi lavora dentro che di chi vende i nostri prodotti nei negozi. «È un investimento nel medio e lungo termine, che consiste nell’affiancare i giovani ai più esperti. E di farli passare per più reparti: chi lavora per la parte commerciale e conosce le lingue passa prima per il punto vendita». Nel mezzo, non si trascura l’apporto dei social network. «Facebook risulta molto utile nell’interagire con il pubblico, il nostro profilo conta 6mila fan». Poi il prestigio del nome fa il resto: «Le nostre scarpe costano di più, ma il generale apprezzamento dell’acquirente finale porta comunque guadagno a chi ci espone». Prestigio che porta poi a soddisfazioni non da poco, visti i riconoscimenti da parte della rivista Vogue e della Regione Veneto. Negli ultimi anni sono state pure diversificate le linee di prodotto, oltre alla classica “dance” compaiono quelle per matrimoni e gala, teatro nonché “taylored” per i modelli esclusivi.</p>
<p><b>Uno dei principali auspici per il futuro </b>è di mantenere l’elevato standard qualitativo. «È da sempre l’anima di Paoul – precisa Katia Pizzocaro – purtroppo non è facile trovare consumatori che possano sempre permettersi le nostre calzature, specialmente con la crisi degli ultimi anni. Questo diventa una ragione in più per affermarci all’estero, seppure non escludiamo di lanciare qualche linea più alla portata di tutti: attualmente fuori dall’Italia facciamo il 48 per cento del fatturato, ma vorremmo aumentare la quota. Certo, anche nei mercati stranieri ci saranno altre sfide: per esempio in certe città cinesi il prezzo non è un problema, ma tengono in molta considerazione la velocità con cui facciamo arrivare a destinazione la merce richiesta». Per Open Factory mostreranno i vari pezzi della propria collezione privata al grande pubblico, in genere aperta solo su appuntamento, per raccontare con esempi concreti quanto fatto fin qui dall’azienda e spiegare il settore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.veneziecult.it/paoul-rigore-e-passione-per-le-calzature-da-ballo-di-qualita/">Paoul: rigore e passione per le calzature da ballo di qualità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.veneziecult.it">Venezie Cult</a>.</p>
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